Secondo la classifica mondiale sulla libertà di stampa 2019 pubblicata da “REPORTER SANS FRONTIERES” l’Italia non se la passa tanto bene con uno scarso 43° posto, un miglioramento certo rispetto al 52° del 2017 ed il 46° del 2018. 
Potrebbe però essere una risalita momentanea dati i recenti attacchi (già parzialmente presi in considerazione nella classifica) da parte di esponenti del governo e di gruppi criminali verso gli organi di stampa, si legge infatti: 

“Circa venti giornalisti italiani stanno attualmente ricevendo la protezione della polizia giorno e notte a causa di gravi minacce o tentativi di omicidio da parte della mafia o da gruppi di estremisti. Il livello di violenza nei confronti dei giornalisti è allarmante e continua a crescere, specialmente in Campania, Calabria, Puglia e Sicilia, così come a Roma e nella regione circostante.”

e ancora,

“Diversi giornalisti hanno visto le loro case svaligiate da gruppi criminali o perquisite dalla polizia, che ha confiscato importanti documenti di lavoro. Questi giornalisti coraggiosi e determinati continuano comunque i loro rapporti investigativi. Molti giornalisti sono stati criticati e insultati in relazione al loro lavoro da politici, in particolare da membri del Movimento cinque stelle (M5S), che li hanno definiti “sciacalli inutili” e “puttane”. Alcuni giornalisti hanno ceduto alla tentazione di censurarsi per evitare molestie politiche. Come risultato dei loro rapporti o delle opinioni che hanno espresso, alcuni giornalisti sono stati minacciati dai politici con il ritiro della protezione della polizia che hanno ricevuto per anni.”

Non c’è dunque da festeggiare, evidentemente.

Di seguito il link per vedere la classifica completa:

https://rsf.org/en/ranking/2019?nl=ok

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