Si potrebbe stilare un elenco con le occasioni perse dal movimento cinque stelle per dimostrarsi al di sopra della destra e della sinistra, chiaro è a questo punto che di sinistra proprio non si tratta, ma allora il m5s è davvero di destra?

Analizzando le decisioni prese nell’arco di questi mesi come partito di maggioranza il dubbio lecitamente puo insinuarsi, ma l’impressione a ben pensarci sembra esser quella di un partito con un identità ancora da definire, che insomma, finisce un po per somigliare a chi si trova accanto.

Appena ieri l’ultima occasione persa per dimostrarsi al di sopra di ideologie definite da essi stessi stantie, della vecchia repubbilca, quando la Sindaca di Roma Virgina Raggi, coraggiosamente, si è recata a Casal bruciato compiendo un gesto dal forte contenuto simbolico. La presenza delle istituzioni in un luogo permeato di rabbia, dove una donna, mamma, rom rischia il linciaggio da parte di una folla inferocita per l’assegnazione di una casa popolare a suo favore.
Al di là di ogni possibile discussione sulle modalità, condannabili e sulla presenza di casa pound i fatti sono semplici, quella donna ha diritto, in quanto regolarmente in graduatoria, ad abitare quella casa. Punto.

Ci si aspetterebbe un plauso dalle alte cariche del movimento, e invece? il vice premier Luigi Di Maio si è affrettato a dichiarare “prima gli Italiani”, evidentemente attribuendo alla propria personalità la tragica defezione di elettori m5s si cala nei panni di un clone Salviniano, nella speranza che almeno stavolta il trasformismo possa premiare o forse perchè ancora confuso dalla gioia per la “vittoria” sul caso Siri.

Tornando indietro si può citare l’opposizione a procedere nei confronti del vice premier Matteo Salvini indagato per sequestro di persona per il caso della nave Diciotti e ancora l’approvazione della legge sulla legittima difesa.

Insomma il Movimento Cinque Stelle sta mostrando una natura inaspettata, quanto meno ad una parte dell’elettorato come dimostrano emblematici tweet di elettori che, come a fare outing, ammettono: “ho votato cinque stelle, è stato il più grande errore della mia vita” o come quello che incontrando per strada Pier Luigi Bersani riferisce “ho sempre votato a sinistra ma sto giro ho votato i cinque stelle, me sa che ho fatto na cazzata!”.

È comunque presto per tirare le somme, il Governo ha di fronte (se le elezioni europee non spingeranno uno dei due alleati a cambiare rotta) ancora quattro anni, utili a mettere in atto politiche di buon senso, rispettose della nostra costituzione e della nostra democrazia.

Jacopo Virga

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