Eddy Montes è stato ucciso giovedì in un carcere Nicaguarense dopo aver tentato, con un altro detenuto, di strappare la pistola ad una guardia.

Montes era uno dei 600 prigionieri politici del governo orteguista, ed ora anche uno dei 325 morti.

Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha chiesto al governo di Ortega di indagare ritenendo che la morte sia avvenuta per mano della polizia anti-sommossa ed in circostanze da chiarire.

Nell’Aprile del 2018 la riforma delle pensioni –ritirata poco dopo nel fallimentare tentativo di ristabilire l’ordine- innesca la protesta, che prosegue ininterrottamente portando il governo ad attuare una repressione degna di un regime ed il paese sull’orlo di una guerra civile.

Gli oppositori, anche interni al governo, non mancano e il capo della “Corte Suprema de Justicia” Rafael Solìs, assieme alla lettera di dimissioni consegna anche una dichiarazione inequivocabile: “è stato imposto uno stato di terrore attraverso il ricorso massiccio a formazioni para militari, il che ha generato una situazione per cui non esiste nessun diritto che sia rispettato”.

Dalle violenze in piazza: 325 morti, 3,000 feriti e 600 prigionieri politici alla chiusura di giornali e reti televisive considerate “nemiche” il Nicaragua, già indebolito da anni di instabilità tra gruppi guerriglieri e militari ed ingerenze straniere, affronta nuovamente una crisi socio-politica pericolosa.

Secondo UNHCR (Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati) già 60,000 persone hanno abbandonato il paese cercando asilo nella vicina Costa Rica.

La fine delle tensioni non sembra vicina e nonostante i segnali di spaccatura interna al governo si facciano sempre più forti, Ortega sembra determinato a mantenere una posizione dura, contraria al dialogo e ancorata evidentemente al suo passato da guerrigliero.

A pagare alla fine sono i cittadini: quelli che non possono permettersi di abbondare il paese, per motivi economici o ideologici, quelli che hanno il coraggio di protestare e quelli che hanno cercato di riconquistare la liberà, come Eddy Montes.

Jacopo Virga

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